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domenica 7 aprile 2019

Letture di marzo ❤

Questo mese ho terminato la lettura di tre libri molto diversi per genere, tema, ambientazione e autore, eppure tutti e tre mi sono piaciuti moltissimo.




"Cecità", José Saramago.

Questo libro è una bomba - e infatti ha vinto un Nobel per la Letteratura. Intriso di significato, indaga nella natura umana senza pietà, senza limiti, senza fermarsi fino alla fine. Bisogna avere uno stomaco d'acciaio per sopportarne la lettura, soprattutto se si ha una mente che immagina forte, soprattutto se  si è molto empatici, perché non risparmia violenza, impotenza, tradimento, orrore, sporco, disperazione. È un libro che denuncia, che fa riflettere, sprofondando negli angoli di un'umanità superficiale e alienata che pero è comune a tutti noi, anche se ci rifiutiamo di crederlo. Un libro completo nella sua visione del problema - "visione" è proprio il termine giusto. Ho amato molti personaggi, anche se uno di essi mi ha delusa; ho amato le descrizioni e i luoghi e la narrazione serrata, che pur senza virgolette e altri segni d'interpunzione, in paragrafi lunghissimi che lasciano senza fiato, si fa comprendere. Mi sarebbe tuttavia piaciuto che avesse avuto un finale differente.





"Una stanza tutta per sé", Virginia Woolfe.

Non pensavo che un saggio potesse essere scritto così, con tanta poesia e tanto sentimento pur restando fortemente analitico e conciso. È semplicemente bellissimo, in quanto ricco di carattere, logica, carisma, immaginazione, realtà, ironia. Indubbiamente quanto di più completo abbia letto di femminista (un femminismo vero, scevro da vendicativi desideri di sovranità); un trattato breve che però riesce a far riflettere molto, soprattutto in una come me, che si è cimentata nella scrittura senza troppe pretese ma con il desiderio di contribuire concretamente; e ancora capace di insegnare qualcosa nella società di oggi, in cui troppe cose ormai diamo per scontate e tante ancora ne distorciamo. Ho immaginato molto: come poteva discuterne l'autrice nei congressi che organizzava, quanto le sarebbe interessato scoprire della sorella di Mozart, come doveva essere crescere come esseri umani di sesso femminile in molte epoche passate e anche tante altre presenti, cosa sarebbe cambiato se tutti avessero preso coscienza di quanto descritto dalla bravissima Woolfe.




"Il garzone del boia", Simone Censi.

Basato su una storia vera, questo romanzo non si perde mai in fronzoli narrativi o lunghe descrizioni o dialoghi, spesso lasciando parlare i fatti. Eppure trasmette molto dei personaggi di cui narra, descrivendone la storia a poco a poco, senza svelare nulla prima del tempo e inserendo spaccati di storia fra un episodio e l'altro. Una ricostruzione interessante, ben scritta, che pur narrando di storie così crude sa anche far ridere; e sorprendere, eppure è quasi tutto realmente accaduto, com'è possibile verificare andando a scavare su Internet (come suggerisce alla fine anche l'autore stesso). Ogni tanto balenano inoltre nomi di grandi personaggi storici, in quanto l'ambientazione, perlopiù italiana, vede scorrere anni di importanti avvenimenti, piacevolmente per un appassionato di storia. Insomma, un romanzo storico vero, che mostra un certo lavoro e il talento del suo scrittore e fa riflettere su quanto la società dell'epoca fosse diversa ma anche molto più simile a oggi di quanto possiamo credere - i vizi, i moventi, le scuse, la corruzione, vivevano all'epoca come oggi, nonostante il grande cambiamento che la società ha visto con la Rivoluzione Francese.
Mi domando come sia l'altro libro di questo autore, dato che la sua storia, piuttosto diversa, dovrebbe (immagino) richiedere un approccio diverso, più ricco di analisi psicologiche e dialoghi. Insomma, ci rivedremo presto nella mia piccola analisi di "Amico, nemico", anch'esso un romanzo storico basato su fatti reali firmato Simone Censi, che credo proprio non mi deluderà.




Alle prossime letture!


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