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venerdì 28 settembre 2018

La lotta con Carritalia



Sorgeva l’alba di un nuovo giorno su Varaggio. Dalle finestre, la fredda luce penetrava nella locanda, svegliando i due giovini che dovevano partire all’avventura. Erano esausti, soprattutto lei, che presentava dal giorno precedente i sintomi di una brutta influenza.
Approntati i propri bagagli, avendo mangiato un pochino di pane e bevuto un infuso medicinale, si diressero a piedi verso la stazione dei carri. Purtroppo, una brutta sopresa li attendeva: il loro carro era in ritardo di dieci minuti. Questo avrebbe comportato la perdita della coincidenza con le cavalcature che da Pisaus li avrebbe condotti alla loro vera destinazione. Ma i nostri eroi non si persero d’animo, ed attesero la cavalcatura successiva dopo aver acquistato un capo d’abbigliamento più pesante, più consono per affrontare l’improvviso gelido vento. Si accomodarono poi in una piccola oasi della cittadina, dove poterono perlomeno affondare i denti in un pasto più soddisfacente.
Furono i primi a salire sulla cavalcatura, ma di stazione in stazione le persone aumentarono. Il sole saliva alto. Il cavaliere maschio s’addormentò mentre la femmina, nonostante la malattia, seguiva con gli occhi il percorso sulla mappa e sul paesaggio molto suggestivo. Si teneva pronta per la battaglia.
Una volta giunti a destinazione seguirono il sentiero, apparentemente infinito, fino ad una vista straordinaria: un enorme palazzo circondato da alberi nel mezzo del nulla.
Ma non era la loro destinazione.
Lì accanto, un altro palazzo, nascosto, li attendeva. E anche la loro missione.
Molto s’impegnarono nel realizzarla, affrontando nemici su nemici; ma quel che ancora non sapevano è che la loro vera sfida si sarebbe presentata dopo di essa. La più grande sfida della loro vita: la lotta con Carritalia.
Il loro programma prevedeva infatti che avrebbero preso un carro da Pisaus fino a Spezialus Centris, dove un altro li avrebbe condotti fino a Genua Brignus e infine da qui sarebbero partiti, con un terzo carro, alla volta di Taurinus, la loro destinazione finale. Ma il destino - o meglio, Carritalia - aveva un piano diverso per loro.
Tornati alla stazione di Pisaus, infatti, i nostri eroi scoprirono che il loro carro era stato cancellato, per cui dovettero attendere mezz’ora più del previsto. Solo quaranta minuti li separavano dal successivo, ma anche questo sarebbe stato in ritardo, facendo perdere loro la coincidenza.
Arrivarono a Spezialus correndo per poter prendere il primo carro disponibile per Genua Brignus. Vi salirono, ma i minuti passavano senza che partisse: sarebbe arrivato anche questo troppo in ritardo perché potessero prendere la coincidenza. E di treni che giungessero a destinazione non ce n’erano più.
Stringendo i denti, i due decisero di provare a cambiare direzione: il carro per Milaneus Centris sarebbe stato più comodo per poter raggiungere Taurinus o Chivas, o quantomeno più semplice da raggiungere a cavallo da chi sarebbe venuto a prenderli. Ma trattandosi di un carro di diverso tipo il prezzo sarebbe stato certamente differente, così chiesero ad una controllatrice. Questa li informò che presso la biglietteria avrebbero cambiato loro il biglietto, ovviamente se avessero pagato la differenza. Siccome all’arrivo del mezzo per Milaneus mancavano circa dieci minuti, il cavaliere maschio corse alla biglietteria, dove però c’era una fila così. Chiese dunque al punto informazioni, dove gli spiegarono che invece nessuno avrebbe potuto cambiargli alcunché. Tirando giù tutti i santi dal Paradiso, il cavaliere tornò dalla sua compagna, circondata da bagagli, informandola. Nel sentirli, un pendolare del suddetto carro consigliò loro di prenderla con filosofia, perché tanto nulla avrebbero potuto ottenere dallo splendido sistema di trasporto italiano. E un suo amico li informò del fatto che un carro per Taurinus sarebbe partito da Genua Princes alle ore 22:30, fermata del Milaneus Centris. Quindi si misero l’animo in pace e, nel salire su quest’ultimo, comunicarono la vicenda al primo controllore che trovarono... il quale concesse loro di restare sul treno al modico prezzo di 13,50 dazi a capoccia.
“Ma almeno questo non ritarderà, vero?” domandò, irritato, il prode cavaliere.
“Certo che no” rispose, fiero, il ricco controllore.
Alla successiva fermata la voce del carro annunciò: “Siamo in arrivo alla stazione di XYZ con un ritardo di dodici minuti”. Irripetibili furono i commenti del giovane viaggiatore.
I due eroi si domandarono a lungo cosa possedesse di speciale questo carro per costare tanto di più, comunque si avvicinavano senza intoppi a Genua Princes e quindi si rilassarono.
Naturalmente, all’orario in cui sarebbero dovuti scendere si trovavano ancora nella stazione precedente. Poco male: avevano ancora quindici minuti prima che l’ultimo carro del loro viaggio partisse. Peccato che la porta del Milaneus, proprio in quel momento, decise d’incantarsi...
Arrivarono al pelo, e corsero fino al tabellone come due forsennati. Per scoprire che in realtà l’ultimo carro si sarebbe dovuto trovare sullo stesso tragitto di quello da cui erano appena scesi. Insomma, era in ritardo pure quello.
Giunsero a destinazione a dir poco esausti.


Tratto da una storia (purtroppo) vera.


 

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