E' virale il video di denuncia del traffico illegale di Slow Loris diffuso dal sito animalista International Animal Rescue (link). Esso ha rilasciato infatti un video in cui denuncia i numerosi maltrattamenti che tali animali subirebbero: catturati dal loro habitat naturale, sarebbe loro praticata la rimozione dei denti, per evitare mordano i futuri possessori, e verrebbero trasportati in pessime condizioni. Tutto ciò risulterebbe nella morte di gran parte degli esemplari.
Come per ogni notizia allarmante, sorge il dubbio che possa trattarsi di una ben studiata montatura, con dovizia di documentazione fotografica, per poter guadagnare visibilità, tuttavia ad un esame più approfondito risulta essere vero almeno gran parte di quanto raccontato.
Gli "slow loris" appartengono a otto differenti specie del genere Nycticebus (https://animals.net/loris/). Questi animali sono mammiferi notturni che, caratteristicamente, producono veleno dalle ghiandole sotto le ascelle (http://pin.primate.wisc.edu/factsheets/entry/slow_loris/taxon), da cui si deduce quindi certamente le luci non faranno loro bene, com'è detto nel video. Per quanto riguarda il traffico illegale queste fonti sono affidabili: http://channel.nationalgeographic.com/wild/videos/slow-loris-animal-cruelty/ e https://www.iucn.org/content/brisk-trade-threatens-slow-lorises.
Purtroppo questa situazione non è isolata. Il disboscamento, il traffico di animali e la caccia sono le principali cause nella minaccia di estinzione di diverse specie, fra cui numerosi primati. Per fortuna vi sono diverse soluzioni per rimediare a questo problema: la reintroduzione di animali nel loro ambiente naturale, la tutela delle aree protette e l'informazione, per il trattamento etico degli animali, sono solo i principali metodi usati per fronteggiare questa situazione (qui più informazioni).
martedì 12 novembre 2019
lunedì 11 novembre 2019
Piccoli metodi per non cadere in tentazione di gola
Oggi condividerò con voi i piccoli modi che ho visto funzionare su me stessa per ridurre il cibo che mangiamo. Mangiare in modo non eccessivo e meglio è un modo semplice che abbiamo per prenderci cura di noi che potrebbe migliorare notevolmente la nostra salute, insieme all'attività fisica e a una buona igiene.
Attenzione! Fare spuntini è consigliato dai nutrizionisti, perché aiuta il metabolismo.
Ecco i trucchi per mangiare meno schifezze:
1 Lavarmi i denti. Sono troppo pigra per mangiare rovinando il lavoro svolto, penso sia un peccato e quindi alla fine ciao merenda dolce.
2 Mi concentro su qualcos'altro che mi prende molto (es. la scrittura di qualcosa, la lettura di un libro o un articolo, ecc.), così mi passa l'idea: le ore trascorrono e il languore passa, fino all'ora di cena.
3 Mi prefiggo degli obiettivi prima di poter mangiare quella cosa, ad esempio: "un biscotto solo alla fine del capitolo". Questo richiede una gran forza di volontà, ma quando mi ci attengo è efficace anche perché motiva l'attività che sto svolgendo e a volte fa sì che la cena si avvicini tanto da farmi rinunciare alla merenda.
4 Compro meno alimenti poco sani e/o che tendo a mangiare in quantità eccessiva. Questo metodo è efficace perché è una decisione rapida che faccio quando non sento il "bisogno" di quel determinato cibo; quando invece sarei propensa a mangiarlo non ce l'ho a disposizione, e chi ha voglia di uscire di casa solo per comprarsi un pacco di biscotti? (Se poi esco di casa comunque, almeno farò un tragitto molto più lungo per procurarmelo, aiutandomi con l'attività fisica.)
5 Di nuovo facendo leva sulla pigrizia, tenere lontane le cose che non dovrei mangiare. (Questo funziona anche per la tentazione di usare il telefono quando studio.)
6 Preferire un frutto o una verdura a, per esempio, un dolce. (Questa è molto meno efficace delle precedenti, non mentiamoci.)
Non so quali di questi potrebbero funzionare per te, ma spero di esserti stata d'aiuto.
Attenzione! Fare spuntini è consigliato dai nutrizionisti, perché aiuta il metabolismo.
Ecco i trucchi per mangiare meno schifezze:
1 Lavarmi i denti. Sono troppo pigra per mangiare rovinando il lavoro svolto, penso sia un peccato e quindi alla fine ciao merenda dolce.
2 Mi concentro su qualcos'altro che mi prende molto (es. la scrittura di qualcosa, la lettura di un libro o un articolo, ecc.), così mi passa l'idea: le ore trascorrono e il languore passa, fino all'ora di cena.
3 Mi prefiggo degli obiettivi prima di poter mangiare quella cosa, ad esempio: "un biscotto solo alla fine del capitolo". Questo richiede una gran forza di volontà, ma quando mi ci attengo è efficace anche perché motiva l'attività che sto svolgendo e a volte fa sì che la cena si avvicini tanto da farmi rinunciare alla merenda.
4 Compro meno alimenti poco sani e/o che tendo a mangiare in quantità eccessiva. Questo metodo è efficace perché è una decisione rapida che faccio quando non sento il "bisogno" di quel determinato cibo; quando invece sarei propensa a mangiarlo non ce l'ho a disposizione, e chi ha voglia di uscire di casa solo per comprarsi un pacco di biscotti? (Se poi esco di casa comunque, almeno farò un tragitto molto più lungo per procurarmelo, aiutandomi con l'attività fisica.)
5 Di nuovo facendo leva sulla pigrizia, tenere lontane le cose che non dovrei mangiare. (Questo funziona anche per la tentazione di usare il telefono quando studio.)
6 Preferire un frutto o una verdura a, per esempio, un dolce. (Questa è molto meno efficace delle precedenti, non mentiamoci.)
Non so quali di questi potrebbero funzionare per te, ma spero di esserti stata d'aiuto.
sabato 9 novembre 2019
martedì 5 novembre 2019
Letture di ottobre!
"La pista Caravaggio", di Iain Pears.
Sono sempre stata dell'idea che il giallo sarebbe stato il genere per me più difficile da scrivere, perché richiede una particolare maestria. Questo ne è un esempio magistrale: intrigante e complesso, richiede molta cura nella preparazione della trama, dei personaggi e dei capitoli. C'è un dettaglio straordinario in ogni aspetto, dal socio-politico allo storico a quello della routine, così calato nella bella città di Roma. D'altronde l'autore ha attinto alla sua vasta competenza: un trucco che riesce molto bene quando si vuol descrivere una storia realistica. Ma c'è una grande capacità scrittoria in tutto questo anche nella presentazione dei singoli elementi, che mostrano tutto a tempo debito suggerendo indizi ma senza rivelare nulla... suspence
Scopro aggiungendolo al mio elenco di libri letti su Goodreads che è ben il sesto di un'intera saga. Nonostante questo è fruibilissimo anche come a sé stante: i retroscena vengono descritti sufficientemente da rendere piacevole la lettura, inoltre non si sente il peso che talvolta si ha nel leggere il continuo senza prima aver letto i precedenti.
"Eat, pray, love", di Elizabeth Gilbert.
Dapprima ci si trova in Italia, dove l'autrice riscopre la bellezza del mondo. In particolare per un italiano è particolare leggere questo libro, poiché descrivendo prima l'Italia è possibile capire con quali occhi l'autrice osserva il mondo e sulla base di questo analizzare ciò che scrive di culture sconosciute. Bello vedere l'Italia e gli Italiani attraverso gli occhi di un turista, carpendone le impressioni e soprattutto scoprendo come percepisce le peculiarità del nostro paese, nel bene e nel male.
Infine, l'ultimo capitolo è ricco della caoticità della vita vera, o del riassestamento di un terremoto come avviene anche nell'autrice.
Come potete vedere, questo libro mi ha colpita molto in alcuni paragrafi e mi ha fatta riflettere parecchio. Perché è un libro che parla di psicologia, di interiorità, di differenze e di storie. Quello che ho apprezzato di più di questo libro è che non traspaiono mai giudizi negativi dell'autrice nei confronti di culture diverse, anche laddove riceve sfavori a causa di questo. Tuttavia, a mio parere, c'è anche un importante aspetto negativo: alcune cose sono così intime che non mi sembra il caso vengano condivise in questo modo, trattandosi di storie vere. I nomi possono essere diversi, ma le storie sono così particolareggiate che trovo improbabile non si possa risalire alle persone che descrive, spiattellandone segreti e intimità.
"Una storia semplice", di Leonardo Sciascia.
Una storia che non è semplice per niente, perché ricca di colpi di scena, intrighi, personaggi particolari, pur nella sua brevità. Questo perché è scritto magistralmente, sia per la scelta delle parole che per quella delle scene e della trama: un giallo essenziale e degno di questo titolo.
Sono sempre stata dell'idea che il giallo sarebbe stato il genere per me più difficile da scrivere, perché richiede una particolare maestria. Questo ne è un esempio magistrale: intrigante e complesso, richiede molta cura nella preparazione della trama, dei personaggi e dei capitoli. C'è un dettaglio straordinario in ogni aspetto, dal socio-politico allo storico a quello della routine, così calato nella bella città di Roma. D'altronde l'autore ha attinto alla sua vasta competenza: un trucco che riesce molto bene quando si vuol descrivere una storia realistica. Ma c'è una grande capacità scrittoria in tutto questo anche nella presentazione dei singoli elementi, che mostrano tutto a tempo debito suggerendo indizi ma senza rivelare nulla... suspence
Scopro aggiungendolo al mio elenco di libri letti su Goodreads che è ben il sesto di un'intera saga. Nonostante questo è fruibilissimo anche come a sé stante: i retroscena vengono descritti sufficientemente da rendere piacevole la lettura, inoltre non si sente il peso che talvolta si ha nel leggere il continuo senza prima aver letto i precedenti.
"Eat, pray, love", di Elizabeth Gilbert.The Bhagavad Gita—that ancient Indian Yogic text—says that it is better to live your own destiny imperfectly than to live an imitation of somebody else’s life with perfection.In tre parti è diviso il testo, e in un certo senso è come se tre distinte scrittrici stessero presentando la loro storia, ritrovando se stesse attraverso il vissuto in condizioni completamente diverse, in mezzo a persone molto differenti fra loro.
Dapprima ci si trova in Italia, dove l'autrice riscopre la bellezza del mondo. In particolare per un italiano è particolare leggere questo libro, poiché descrivendo prima l'Italia è possibile capire con quali occhi l'autrice osserva il mondo e sulla base di questo analizzare ciò che scrive di culture sconosciute. Bello vedere l'Italia e gli Italiani attraverso gli occhi di un turista, carpendone le impressioni e soprattutto scoprendo come percepisce le peculiarità del nostro paese, nel bene e nel male.
Look around at these good Italian men. See how open they are to their feelings and how lovingly they participate in their families. See the regard and the respect they hold for the womenand children in their lives. Don’t believe what you read in the papers, Liz. This country is doing very well.E sono veri i collegamenti fra le parole, i significati intrinseci delle espressioni... è strano come un non madrelingua possa farti riflettere sulla tua lingua madre. Adoro le parole italiane che s'infilano nel testo, per capriccio di pronuncia o per vera intraducibilità (peccato per le parole tradotte male: "stupido" al singolare riferito a una classe intera, "sticazzi" con uno spazio... Comunque ciò è raro: generalmente le parole sono appropriate al contesto).
La parte di mezzo ci getta completamente nella spiritualità. Come la scrittrice stessa osserva, è difficile per un occidentale, che tende alla razionalità, apprendere di questi aspetti senza storcere il naso, senza esserne infastidito. Tuttavia, agli aspetti spirituali e religiosi si alternano pezzi di storia e cultura interessanti e capaci di far riflettere, così anche questa parte risulta poco pesante. Se si legge con calma, comunque, è possibile trovare un segreto, che potrebbe valere per qualcuno, per trovare la serenità nella vita quotidiana, in modo non strettamente spirituale.
We do spiritual ceremonies as human beings in order to createa safe resting place for our most complicated feelings of joy or trauma, so that we don’t have to haul those feelings around with us forever, weighing us down. We all need such places of ritual safe keeping.Infine, l'autrice si dirige in Indonesia, dove trova completa realizzazione. D'altronde è una donna di successo (altrimenti non si sarebbe potuta permettere questo viaggio), e finalmente la sua interiorità raggiunge l'apice della felicità a sua volta, perché s'immerge in un mondo spirituale differente e al contempo rientra nel mondo "reale". Una splendida riflessione accompagna questi capitoli:
The notion of karma implies that heaven and hell are only to be found here on earth, where we have the capacity to create them, manufacturing either goodness or evil depending on our destinies and our characters.Inoltre, un tocco di poesia è dato dalla cultura in cui s'immerge:
The Balinese believe we are each accompanied at birth by four invisible brothers, who come into the world with us and protect us throughout our lives.When the child is in the womb, her four siblings are even there with her—they are represented by the placenta, the amniotic fluid, the umbilical cord and the yellow waxy substance that protects an unborn baby’s skin. When the baby is born, the parents collect as much of theseextraneous birthing materials as possible, placing them in a coconut shell and burying it bythe front door of the family’s house. According to the Balinese, this buried coconut is the holyresting place of the four unborn brothers, and that spot is tended to forever, like a shrine. The child is taught from earliest consciousness that she has these four brothers with her inthe world wherever she goes, and that they will always look after her. The brothers inhabit thefour virtues a person needs in order to be safe and happy in life: intelligence, friendship,strength and (I love this one) poetry. The brothers can be called upon in any critical situationfor rescue and assistance. When you die, your four spirit brothers collect your soul and bring you to heaven.Trovo interessante anche la riflessione nel capitolo 70: ognuno dovrebbe avere il diritto di scegliere la propria religione senza drammi né commenti assurdi. La religione è in larga parte un'istituzione, che ci rende obbligatorio incasellarci, quando dovrebbe essere principalmente qualcosa di intimo. Ma in alcune parti la riflessione perde di senso: il cambiamento di religioni in quelle che abbiamo oggi non sono date dal "cherry-picking", ma dall'imposizione tramite la violenza. Quasi tutti nascono e muoiono della stessa religione del loro circondario culturale, restandovi appigliati con le unghie e con i denti. Perché sono elementi che formano, che danno personalità e risposte alle più fragili domande di ognuno. Così, a meno che non siano diversi o non abbiano subito particolari episodi, è uno degli aspetti più irremovibili degli esseri umani.
Infine, l'ultimo capitolo è ricco della caoticità della vita vera, o del riassestamento di un terremoto come avviene anche nell'autrice.
Come potete vedere, questo libro mi ha colpita molto in alcuni paragrafi e mi ha fatta riflettere parecchio. Perché è un libro che parla di psicologia, di interiorità, di differenze e di storie. Quello che ho apprezzato di più di questo libro è che non traspaiono mai giudizi negativi dell'autrice nei confronti di culture diverse, anche laddove riceve sfavori a causa di questo. Tuttavia, a mio parere, c'è anche un importante aspetto negativo: alcune cose sono così intime che non mi sembra il caso vengano condivise in questo modo, trattandosi di storie vere. I nomi possono essere diversi, ma le storie sono così particolareggiate che trovo improbabile non si possa risalire alle persone che descrive, spiattellandone segreti e intimità.
"Una storia semplice", di Leonardo Sciascia.
Una storia che non è semplice per niente, perché ricca di colpi di scena, intrighi, personaggi particolari, pur nella sua brevità. Questo perché è scritto magistralmente, sia per la scelta delle parole che per quella delle scene e della trama: un giallo essenziale e degno di questo titolo.
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